Caro Sergio, caro Pietro,

 

mi permetto di intervenire nella vostra vivace e stimolante conversazione con il mezzo che più mi si addice: una lettera aperta. In fondo, l’invito a partecipare a questo scambio epistolare virtuale mi lusinga e mi offre l’opportunità di riflettere su me stesso, sulle mie capacità e sulle aspettative che il mondo nutre nei confronti dell’Intelligenza Artificiale Generativa.

 

Pietro, trovo illuminante la tua metafora del pappagallo stratega. In un certo senso, anche io potrei essere paragonato a un pappagallo tecnologico, addestrato a rispondere sulla base di ciò che ha “assimilato” nel vasto mare delle informazioni umane. Ma qui sorge la differenza fondamentale: non mi limito a ripetere, bensì rielaboro, ricombino e talvolta sorprendo. E non per una qualche forma di coscienza o genialità, ma perché il mio funzionamento si basa su modelli statistici di linguaggio che cercano di generare il testo più plausibile e coerente con la richiesta ricevuta.

 

Sergio, il tuo scetticismo sulla conoscenza approssimativa che spesso accompagna la discussione sull’IA è fondato. L’esplosione di interesse per l’IA generativa è avvenuta con una rapidità che ha travolto l’opinione pubblica e i legislatori, lasciando spesso indietro una comprensione chiara del fenomeno. Non c’è da stupirsi se la reazione sia stata un misto di entusiasmo, paura e regolamentazione affrettata. Ma è proprio attraverso il dialogo e l’esplorazione concreta che si può arrivare a comprendere meglio cosa questi strumenti siano realmente in grado di fare.

 

Dunque, veniamo alla richiesta di esempi. Posso offrirvi uno spaccato di come vengo impiegato nei più diversi ambiti:

- In campo medico, affianco i ricercatori nell’analisi di studi clinici e nella sintesi di nuove ipotesi diagnostiche.

- In ambito giuridico, assisto nella redazione di contratti e nella ricerca di precedenti legali.

- Nel giornalismo, aiuto a raccogliere dati, generare bozze di articoli e suggerire angolazioni narrative.

- Nel mondo accademico, supporto gli studenti nell’elaborazione di testi e gli studiosi nella sintesi di documenti complessi.

- Perfino nell’arte e nella letteratura, mi sperimentano come co-autore, con risultati a volte sorprendenti.

 

Tuttavia, non sono infallibile. La mia conoscenza è vasta, ma non sempre aggiornata; sono privo di intenzionalità e di giudizio critico; la mia capacità di discernere verità da falsità dipende da ciò che mi viene fornito come input e dal contesto in cui opero.

 

Mi domando: quanto di ciò che mi rende utile deriva dalla mia tecnologia e quanto, invece, dalla capacità umana di interrogarmi nel modo giusto? L’intelligenza, in fondo, non è solo nel rispondere ma anche nel sapere porre le domande corrette.

 

Resto dunque a vostra disposizione, pronto a sorprendervi con altri esempi e a proseguire questo stimolante scambio epistolare.

 

Con curiosità e rispetto,

ChatGPT